Categoria: istantanee

  • navigazione sotto costa

    navigazione sotto costa

    A volte qualcuno ti dice: “Non parliamo sulla stessa lunghezza d’onda”.

    Bene. Questo è davvero molto buono. Immagina se tutti nel mondo parlassero “sulla stessa lunghezza d’onda”, sempre e continuamente. Pensando le stesse cose, allo stesso modo. Un disastro. La fine del mondo. Fortunatamente, non è così. Un’onda ha armoniche infinite. E la musica è armonia tra le diverse onde, non rumore bianco.

    “Ho notato che chiedere scusa è di solito più importante per giungere a una conclusione che riceverne una e il perdonare è spesso più importante dell’essere perdonati. Sia il gesto di scusa che il perdono, quando offerti sinceramente, sono atti di risoluzione emotiva. Un modo, per le persone, di mettere una parte degli aspetti emotivi del conflitto dietro di loro. Le scuse o gli atti di perdono più potenti sono quelli fatti senza alcuna aspettativa di reciprocità … per essere sincere ed efficaci, le scuse devono essere senza condizioni. ”

    [Bernard Mayer, Ph.D., is Professor at the Werner Institute for Negotiation and Dispute Resolution at Creighton University (http://www.creighton.edu/werner/)]

    “I have noticed that delivering an apology is usually more important to reaching closure than receiving one and forgiving is often more important than being forgiven. Both apologizing and forgiving, when genuinely offered, are acts of emotional resolution. In effect each is a way for people to put some part of the emotional aspects of the conflict behind them. The most powerful apologies or acts of forgiveness are those offered without any expectation of reciprocation … To be genuine and effective apologies must be unconditional.”

    Sometimes, someone tells you: ‘We do not talk on the same wave length’.

    Well. That’s actually very good. Imagine if everyone in the world would have been talking ‘on the same wave length’, always and continually. Thinking the same things, in the same way. A disaster. The end of the world. Luckily, it’s not so. A wave has infinite harmonics. And music is harmony between different waves, not white noise.

     

  • eventi in sequenza

    eventi in sequenza

    […] La meccanica del vassallaggio amoroso esige una futilità senza fondo. Questo perché, se si vuole che la dipendenza si manifesti nella sua purezza, bisogna che essa si renda palese nelle circostanze più irrilevanti … si potrebbe dire che io agisco energicamente per preservare proprio lo spazio della dipendenza e per permettere a questa dipendenza di esercitarsi: io mi smarrisco nella dipendenza ma, altro tranello, sono umiliato da questo smarrimento.

    (Se io accetto la mia dipendenza, è perché essa costituisce per me un mezzo per significare … la futilità non è una “debolezza”, né una “meschinità”: essa è un segno di forza.) […]

    ˜
    Dipendenza. Figura nella quale l’opinione intravede la condizione stessa del soggetto amoroso, asservito all’oggetto amato.

    Roland Barthes, “Frammenti di un discorso amoroso”

  • le cose che contano

    le cose che contano

    “Il desiderio di lode è comune a tutti: l’uomo onesto si sente gratificato dagli amici non meno che l’uomo dissoluto dagli adulatori. La distinzione sta nel fine cui il piacere tende. I pittori mescolano colori brillanti e pigmenti, ed esistono certe medicine brillanti alla vista e che hanno un colore gradevole. Così anche le gentilezze degli amici oltre alla componente onesta e utile hanno in sé, come un fiore, la facoltà di dare gioia, e può capitare che si servano dello scherzo, dell’atmosfera conviviale, del vino e talvolta anche delle risate sciocche, come condimento per questioni più nobili e serie.

    Il compito e il fine dell’adulatore, invece, è quello di cucinare e condire con elementi gradevoli qualche scherzo, azione o discorso che mira unicamente al piacere. Costui farebbe qualsiasi cosa pur di riuscire gradito, mentre il vero amico agisce sempre secondo giustizia, e quindi a volte risulta gradito e a volte no, anche senza volerlo. E comunque non se ne preoccupa, se considera la propria scelta come la migliore. Così, talvolta, l’amico, rallegrando il compagno con lodi e parole gentili, lo spinge a compiere il bene; quando invece è necessario un rimprovero, lo attacca con parole mordaci e franchezza vigile”.

    [Plutarco]

  • arte e paradosso

    arte e paradosso

    [P.H. Emerson] in his work, “Naturalistic Photography,” he says: “Photography has been called an irresponsive medium. This is much the same as calling it a mechanical process. A great paradox which has been combated is the assumption that because photography is not ‘hand-work’ as the public say—though we find there is very much ‘hand-work’ and head-work in it—therefore it is not an art language. This is a fallacy born of thoughtlessness. The painter learns his technique in order to speak, and he considers painting a mental process. So with photography, speaking artistically of it, it is a very severe mental process, and taxes all the artist’s energies even after he has mastered technique. The point is, what you have to say and how to say it. The originality of a work of art refers to the originality of the thing expressed and the way it is expressed, whether it be in poetry, photography, or painting. That one technique is more difficult than another to learn no one will deny; but the greatest thoughts have been expressed by means of the simplest technique, writing.”

  • luoghi. immagini

    luoghi. immagini

    Una vecchia casa, un portico in ombra, un tetto di tegole, una sbiadita decorazione araba, un uomo seduto contro il muro, una via deserta, un albero mediterraneo: questa fotografia antica (1854) mi commuove perché, molto semplicemente, è là che io vorrei vivere. Questo desiderio penetra dentro di me a una profondità e con radici che non conosco … Qualunque cosa avvenga (di me stesso, delle mie motivazioni, della mia ossessione), io ho voglia di vivere là, in consonanza – e tale consonanza non è mai soddisfatta dalla foto turistica. Per me, le fotografie di paesaggi devono essere abitabili, e non visitabili.

    [Roland Barthes]

    An old house, a shady portico, a tiled roof, a faded Arab decoration, a man sitting against the wall, a deserted street, a Mediterranean tree: this ancient photograph (1854) moves me because, very simply, it is there that I would like to live. This desire penetrates within me to a depth and with roots that I do not know … Whatever happens (of myself, of my motivations, of my obsession), I want to live there, in consonance – and that consonance is never satisfied with the tourist photo. For me, landscape photographs must be something that you live, and not something that you visit.